Ryanair rafforza la Sicilia: 88 rotte nell’inverno 2026
Il programma annunciato per Catania, Palermo e Trapani-Marsala comprende 17 nuove rotte e due aeromobili basati aggiuntivi. Per le agenzie cresce il prodotto diretto, ma partenze e frequenze vanno verificate tratta per tratta.

Ryanair ha presentato il 21 ottobre il proprio programma per l’inverno 2026 in Sicilia: 88 rotte complessive dai tre aeroporti di Catania, Palermo e Trapani-Marsala, delle quali 17 indicate come nuove. Il piano porta a undici gli aeromobili basati sull’isola e punta, secondo le previsioni della compagnia, a superare 12,5 milioni di passeggeri su base annua, con una crescita del 9%.
I numeri descrivono un impegno commerciale annunciato, non ancora un risultato di traffico consuntivo. Per il trade, però, il dato immediatamente utile è l’ampliamento delle opzioni dirette e la distribuzione della capacità fra i tre scali siciliani, con una presenza estesa anche nei mesi meno forti.
Diciassette rotte, con avvii non tutti simultanei
Da Catania le novità riguardano Alicante, Dublino, Danzica, Memmingen, Porto, Rimini, Valencia, Varsavia e Breslavia. Da Palermo entrano Dublino, Danzica, Parma, Praga, Sofia e Tirana. Per Trapani-Marsala sono previsti i collegamenti con Milano Malpensa e Verona.
Due rotte da Catania, Dublino e Breslavia, sono indicate con avvio da marzo 2027. È una distinzione importante nella costruzione dei preventivi: l’etichetta “inverno 2026” non significa che tutte le destinazioni siano disponibili per l’intera stagione. Date di partenza, giorni operativi e frequenze dovranno quindi essere controllati nel sistema di prenotazione.
La compagnia prevede cinque aeromobili basati a Catania, cinque a Palermo e uno a Trapani-Marsala. I due mezzi aggiuntivi sono assegnati uno a Catania e uno a Palermo, mentre la base trapanese viene prolungata per tutta la stagione invernale.
Più capacità per il prodotto Sicilia
L’aumento delle rotte può sostenere sia l’outgoing sia l’incoming. Le nuove città europee ampliano le alternative per city break e viaggi brevi, mentre i collegamenti nazionali da Trapani e Palermo possono favorire pacchetti dinamici, soggiorni tematici e flussi distribuiti oltre l’alta stagione.
Il nodo dei costi aeroportuali
Nel presentare il piano, il vettore ha collegato la crescita di Trapani-Marsala all’abolizione dell’addizionale comunale nei piccoli aeroporti siciliani e ha chiesto che la misura venga estesa a Palermo e Catania. Si tratta della posizione della compagnia nel confronto sulle politiche aeroportuali, non di una decisione già adottata per i due scali maggiori.
Il nuovo operativo offre quindi opportunità concrete, ma richiede lettura puntuale dell’inventario. La vera misura dell’impatto arriverà dai voli effettivamente operati, dalle frequenze mantenute e dalla domanda raccolta durante l’inverno.
